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L'isola di Prospero Sodoma e Gomorra 2 |
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Dopo aver visto il film tratto dal libro di successo scritto da Roberto Saviano, in quest’isola quattro mesi fa ho scritto: “Dicono che la gente si è impressionata tanto nel vedere il film Gomorra dedicato alla camorra. Sarà. Emenomale che non c’era anche Sodoma.Mi hanno portato al cinema (non ci andavo da un sacco di tempo, dai tempi di “Casablanca”) e quel film l’ho visto anche io. Ogni tanto sento o leggo che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo (immagino un cartellina con dentro carte che dovrebbero rappresentare l’inizio di una indagine giudiziaria) su questioni come il ferimento di un carabiniere italiano in Afganistan o l’eccessiva quotazione in Borsa del titolo azionario di una società sportiva. Ma se esce un libro (quello da cui è stato tratto il film Gomorra) che racconta cose incredibili che succedono in una determinata regione del nostro Paese (come, per esempio, il sotterramento di camion carichi di rifiuti tossici) i fascicoli non si aprono? Non si chiama l’autore del libro per chiedergli: come sai queste cose? Chi te le ha raccontate? Dove hai visto quello che hai descritto? Ma, forse, di fascicoli ne sono stati aperti tanti e non lo si dice. Prima o poi i delinquenti e anche chi per salvare un posto di lavoro a Mestre ammazza una famiglia in Campania saranno puniti e giustizia sarà fatta. La gente che ha visto il filmsi è impressionata tanto? L’impressione che il film ha dato ame è che non è possibile, non è possibile che quella raccontata sia realtà. Impossibile. Del resto tra i titoli e sottotitoli c’è scritto “tratto dal romanzo...”. Appunto, un romanzo”. E adesso il romanzo continua. Nel corso di una intervista rilasciata a Vittorio Zincone per il magazine del giovedì del Corriere della sera il capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, si mette a sbuffare appena gli si accenna a Roberto Saviano “scrittore anticamorra, star dei teatri, sotto scorta, osannato dalle piazze e dai lettori”. Che c’è? “Il libro ha avuto un peso mediatico eccessivo rispetto al valore che ha per noi addetti ai lavori” e aggiunge che “nel libro ci sono inesattezze”. E poi, quel Saviano non doveva avere la scorta. Dice il capo della Squadra Mobile: “A noi della Mobile fu data la delega per riscontrare quel che Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce ricevute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull’assegnazione della scorta”. Ma Saviano le minacce le ha ricevute... “Bisognerebbe avere il coraggio di andare a cercare la giusta causa della minaccia”. E quale sarebbe? “Non lo so. Ma nel rapportarsi con la criminalità oraganizzata ci sono delle regole deontologiche che vanno rispettate”. L’eroe
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