L'isola di Prospero

E' chiuso. No, è aperto

Roma, via Veneto. Dolce vita, ex dolce vita. Una delle più “importanti” delle due dozzine di edicole notturne della Capitale, dove tra mezzanotte e l’una arrivano freschi freschi di stampa i quotidiani del giorno dopo, è sempre stata quella di via Veneto. Ma non c’è più. O, meglio, è aperta solo di giorno. Era un “rito” per molti tiratardi passare da via Veneto per comprare i giornali e magari anche un libro. Era anche un bel punto di riferimento per chi compra giornali stranieri. L’altra sera mi sono ritrovato lì con altre persone che come me non sapevano la novità. Sapevo, invece, che il famoso Cafè de Paris era chiuso. Me lo avevano detto titoloni sui giornali: chiuso perché di proprietà della ‘ndrangheta calabrese, con gestione in mano a un barbiere dell’Aspromonte. L’altra sera, però, ho visto il Cafè aperto come al solito, con clientela elegante, bottiglie costose sui tavoli e il pianista che suonava.
Sapevo che il bar più famoso era chiuso e invece è aperto. Sapevo che l’edicola nottura era aperta e invece è chiusa. Non ci capisco più niente.


Prospero