L'isola di Prospero

Questione morale 2

Era fine luglio quando in quest’isola ho scritto: “Ignazio Marino ha posto la questione morale all’interno del Partito democratico. Lo ha fatto dopo l’arresto del presunto stupratore seriale di Roma (che era stato presidente di un circolo del partito) e se lo sono “sbranato”. Questione morale. In un Comune della provincia di Roma, dopo le ultime amministrative dove ha vinto una lista che vedeva uniti Pd e Pdl, il presidente del locale circolo del Pd l’hanno fatto vicesindaco e assessore all’Urbanistica ed Edilizia. Solo che il presidente-vicesindaco-assessore è sotto processo (non “indagato”, proprio sotto processo) per abusi edilizi e dintorni.
Dove? Chi è? I dirigenti del Pd forse non lo sanno. O forse lo sanno. Se Franceschini, Bersani e Marino telefonano a “la Voce democratica” e chiedono di Prospero glielo dirò io il dove e il chi è. E anche il perché”.
Son passati due abbondanti mesi e qualche novità c’è. No, no. Nessuno mi ha telefonato. Nè Franceschini, nè Bersani, nè Marino e nemmeno uno straccio di dirigente, militante o simpatizzante del Partito democratico.
Un autorevole consigliere regionale del Lazio - questa è la prima novità - sulla vicenda ha presentato una “interrogazione urgente a risposta scritta” per avere dal presidente della Regione lumi sulla nomina del presidente del locale circolo del Pd a vicesindaco e assessore all’urbanstica nonostante sia “imputato, insieme ad altri, per abusivismo edilizio su terreno agricolo”.
L’interrogante non è del Pd. E’ del Pdl (che in quel Comune in provincia di Roma ha vinto le elezioni assieme al Pd). E nell’interrogazione, oltre a fare il nome del presidente-vicesindaco-assessore, fa anche il nome - ecco una seconda novità - di un consigliere del Pd (oltre che autorevole dirigente del partito) definendo i due “politicamente vicini”.
Non mi risulta che quella interrogazione abbia avuto una risposta. Beh, forse con il cambio del presidente del Consiglio regionale (da Guido Milana, andato in Europa ad occuparsi di pesca, a Bruno Astorre) non c’è stato ancora tempo per occuparsi di queste “piccole beghe paesane”.
Intanto, però, in quel Comune della provincia di Roma c’è stata la “festa dell’Unità” (o Democratic party, come si dice adesso) e ad aprire i festeggiamenti c’erano il presidente-vicesindaco-assessore e il consigliere regionale a lui “politicamente vicino”. Tutti s’aspettavano una parola sul “caso” e magari un chiarimento, un commento, due parole sull’interrogazione presentata alla Regione. Ma si è parlato di tutto tranne che del processo in corso che vede tra gli imputati il presidente-vicesindaco-assessore.
Passi per l’imputato, ma il consigliere regionale tirato in ballo con nome e cognome da un altro consigliere regionale - e questa è la terza novità - non ha avuto niente da dire. Nè alla festa nè altrove. Forse dell’interrogazione ancora non sa nulla... con tutto quello che hanno da fare al Consiglio regionale la cosa dev’essergli proprio sfuggita.


Prospero