L'isola di Prospero

Quasi come l'Onu

?Il Consiglio comunale di Roma da un po’ di tempo a questa parte “arranca”. Delibera poco. Nell’ultimo mese a malapena è riuscito ad approvare qualcosa di serio che zone periferiche aspettavano da tempo. Poi, tante riunioni saltate, per mancanza di numero legale (tutti impegnati altrove) o per “ostruzionismo” da parte dei consiglieri dell’opposizione e di quelli della maggioranza sui quali si riflettono “pruriti” derivanti dalla situazione politica nazionale.
Il problema vero è che consiglieri, assessori e sindaco sono troppo spesso impelagati in questioni che vanno aldilà del ruolo “classico” di un Consiglio comunale, cioè quello di decidere le cose da fare o non fare in città. Premono soprattutto questioni internazionali e questioni che interessano a grandi aziende nazionali.
I problemi che i cittadini registrano ogni giorno sulla propria pelle trovano poco spazio nell’aula Giulio Cesare, un’aula che assomiglia sempre di più a quella di Montecitorio, di Palazzo Madama o addirittura del Palazzo di vetro di New York, quello dell’Onu. Certo, Roma ha un sindaco ormai proiettato altrove, che non può più pensare alle cose spicciole. E tutti gli assessori e i consiglieri sembrano volerlo imitare.


Prospero