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Non ci capisco più niente di quest’Italia. Dicono che abbiamo un alto tasso di crescita, abbiamo un tasso di disoccupazione che è il più basso da quindici anni a questa parte, abbiamo l’inflazione che è ferma all’1,5 per cento. Dicono che in tutto il mondo siamo rispettati e considerati bene, anche grazie ai diversi successi della nostra politica estera. Insomma, abbiamo ottenuto in pochi anni buoni risultati. Risultati che se li avesse ottenuti il Cavaliere si sarebbe fatto incoronare imperatore della Padania, del Regno delle due Sicilie, dello Stato Vaticano e di tutto il bacino del Mediterraneo. Eppure, povero Professore: il suo governo è debole. Scricchiola.
I buoni risultati sono oscurati dalla crisi del sistema politico, da un fastidioso chiacchiericcio e da litigiosità continue. Si respira una brutta aria. C’è una situazione che allontana i cittadini dalla politica e dalle istituzioni. Se non ci si dà una mossa il Paese rischia di essere travolto da sentimenti come quelli che negli anni Novanta condannarono a morte la prima Repubblica.
Speriamo che le vacanze d’agosto, quest’anno, servano a far riflettere sulle soluzioni da adottare. Riflettendo anche sul fatto che il 51 per cento degli italiani non va in vacanza. E i motivi per i quali così tanti italiani non si muovono da casa - fa sapere una analisi della Federalberghi - sono dovuti, per circa il 45 per cento dei casi, a motivi economici. E quelli che in vacanza ci vanno spendono in media 825 euro a testa rispetto ai 935 del 2006 (quasi il dodici per cento in meno). Buone vacanze.
Prospero
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