L'isola di Prospero

Basta. Non è possibile "dormire"

Soglia di povertà. Dicono che per una famiglia di due persone (un marito e una moglie, un genitore e un figlio: in due, insomma) è fissata in 970,34 euro al mese. Chi riesce a metterne assieme 971 di euro non si considera più povero. La soglia è soglia. E poi, qualcuno si meraviglia e fa studi, ricerche e sondaggi per capire il perché oggi la gente sta male, sta “fuori di testa” ed è nervosa e incazzata. E dice e commette anche stronzate. Certo, non tutta. Basta guardare in giro e si vede un sacco di gente che compra, viaggia, ha soldi in tasca va al ristorante, consuma e consuma. Così, forse, chi governa e amministra, chi è stato delegato a pensare al bene collettivo, al bene di tutti, forse non si rende conto che c’è una parte della società che sta vivendo situazioni che vanno al di là del cosiddetto “disagio sociale”. Sette milioni e mezzo di italiani a rischio povertà, denuncia la Caritas alle cui mense non si rivolgono più soltanto i barboni. Situazioni di fame a Roma, denucia quel don Sardelli che ha passato la vita in mezzo a chi non ha niente.
Ma che razza di società stiamo costruendo? Dove stiamo andando? Quale futuro immaginiamo per i giovani? Ci sono tanti, troppi segnali che devono allarmare. Bisogna correre ai ripari con urgenza. Non è possibile “dormire” pensando che i poveri aumentano e che c’è anche chi non mangia. Basta. Basta con i giornali e le tv che raccontano soltanto i pruriti dei politici. E basta con i politici che pensano solo ai loro pruriti. Fermiamoci e ragioniamo. Sospendiamo le “feste” e ragioniamo.


Prospero