La voce di Nando

Superare la paura

Tagli, cassa integrazione, disoccupazione, restrizione dei consumi, crisi. Ma anche depressione, rassegnazione, tirare a campare giorno per giorno senza prospettive per il futuro. Questo lo scenario offerto dal nostro Paese alla vigilia delle festività natalizie.
Questo quello che si legge sulle facce delle persone alla mattina mentre vanno al lavoro, nei bar, sui mezzi pubblici. C’è paura per questa crisi.
E la cosa grave è che non si vedono risposte forti dalla politica, dai sindacati, “dall’alto”.
Allora credo che noi, noi cittadini, dobbiamo scuoterci, per superare la crisi, per riuscire a ripartire. Lo abbiamo fatto, la nostra storia ne è testimone, in occasione di altri momenti anche più drammatici.
Ora siamo chiamati, ancora una volta, a rialzare la testa con coraggio e tenacia, gettando il cuore oltre l’ostacolo di una situazione economica stagnante, consapevoli anche del rischio di perdere un po’ di quel tenore di vita per cui da tempo avevamo lottato.
Ora bisogna lottare per il nostro stesso futuro, per cambiare e rinnovare un Paese destinato al tracollo. Per farlo, innanzitutto, occorre superare la rassegnazione, la depressione.
Occorre per prima cosa superare la paura della crisi.
E reagire contro l’arretratezza della nostra classe dirigente e dei nostri sindacati, rintanati l’una dietro a privilegi che non stanno più né in cielo né in terra e distante anni luce dai problemi reali della gente, gli altri dietro a usi e costumi vecchi e arrugginiti dalla mancanza di nuovi indirizzi.
A questo punto credo fermamente che il superamento della crisi, una crisi che inizia a riguardare l’intero sistema Italia e non soltanto l’economia, verrà salendo dal basso: dai contadini, dagli impiegati, dai lavoratori dell’industria e dai piccoli imprenditori, che saranno capaci di reinventare se stessi garantendo prospettive per tutti. Sarà quel ceto medio produttivo, che oggi non si “incula” più nessuno, a trainare di nuovo la penisola, come dopo la guerra: e i letargici fannulloni che come parassiti stanno attaccati alla carcassa del nostro Paese ormai in agonia, dovranno adeguarsi una volta per tutte.
Anzi, se non saranno capaci di aggiornarsi, alla luce delle nuove esigenze... affanculo, a non rivederci più, e tante grazie.


Nando Vignola