|
|
La voce di Nando L'impunita' e la mafia del nord |
|
Poi dice che uno si incazza. Ieri mattina addirittura il mio nipotino mi ha guardato dritto in faccia e mi ha chiesto: “Nonno, ma sei arrabbiato? E perché?”. E’un’anima candida e non gli ho certo risposto come avrei risposto ad un adulto. Se quella domanda me l’avesse fatta uno della mia età gli avrei detto che “non è che sono arrabbiato.Mi rode proprio il culo”. A vedere i soliti inciuci e ritornelli, gli arrovellamenti politici attorno al caso da sistemare. A vedere che da sistemare torna ad essere la situazione giudiziaria di una sola persona, contro l’interesse di sessantamilioni, mi viene in mente che la Seconda Repubblica è prorpio l’era del “gratta e vinci”: certi personaggi, pochi, pochissimi, “vincono” perché restano sempre in piedi, mentre tutti gli altri, il popolo, noi, dobbiamo curarci per colpa di una forte irritazione al deretano. Tutto questo, mentre il Paese è sommerso dal fango. Il fango di Ischia, che è lo stesso di Messina, lo stesso di Sarno e persino della vecchia Firenze. E che è fango come tanti bei discorsi politici, che disonorano la nostra democrazia. Se, come ormai credo, anche il buon Fini, su cui ultimamente avevo riposto qualche fievole speranza tra gli uomini di centrodestra, cederà o ha già ceduto sulla questione dell’impunità del Premier, non c’è più speranza in questo Paese. Discutere di “processi brevi” ma escludendo interventi sulla prescrizione, parlare di “immunità, purché non sia impunità”... ma checc... meglio che sto zitto, sennò qua divento l’unico che riesce a beccarsi una condanna in Italia. Sì, perché nel Paese dell’incertezza della pena, dei facili condoni e frequenti sanatorie, degli indulti e delle amnistie, a esultare in silenzio per tutto questo interesse attorno alla giustizia, potrebbero essere proprio gli ingiusti, e chiunque abbia affari illeciti da portare avanti. In silenzio, perché ormai da tempo noto una disparità, un distacco che non mi piace per niente. Tanto clamore per i mali del sud, intesi come mafia, camorra, ’ndrangheta... mentre dell’illegalità diffusa al nord si parla poco, degli affari che le organizzazioni criminali fanno in tutto il settentrione, ancora meno. I mafiosi, a lavorare al nord, chi li chiama? E la cocaina e le sostanze stupefacenti, possibile che sono gravi solo se le spacciano i Casalesi? E gli intrecci con la politica? Esistono solo al sud? Appalti truccati, mazzette, rifiuti tossici, al nord si sono estinti? E le navi dei veleni, da dove sono partite? E il racket? E l’usura? Possibile che al nord siano sempre e solo dei “casi isolati”? Qua faremo la fine di quel tizio che a furia di andare a mignotte, un giorno, si ritrovò finalmente a letto con sua moglie...
|