La voce di Nando

Gli anziani son saggi. I giovani senza amore

Ma stiamo proprio ritornando al tempo dei “barbari”! Ci sono giovani che si vergognano di uscire con i propri nonni o andare sottobraccio con i propri genitori, solo perché questi sono diventati “anziani”. Non è “figo” andare in giro con persone “matusa”...
Come se certi ragazzi non conoscessero le regole della vita: si nasce, si cresce, si diventa adulti e poi vecchi.
La mancanza di rispetto, di “riguardo” nei confronti della cosiddetta terza età, fa parte di una serie di “atteggiamenti” capaci di mandarmi su tutte le furie: sono frutto, infatti, di mancanza di amore. E la mancanza di amore ritengo non sia una buona cosa. Qualche giorno fa mi sono fatto un giro per Roma a bordo di autobus e della metropolitana per vedere come sta la città. E ho concluso che sta veramente male, anche perché sugli autobus e sulla metropolitana non c’è più nessun ragazzo e nessuna ragazza che si alza a cedere il posto a sedere a un anziano.
Si sente spesso dire: “Sti vecchiacci dovrebbero starsene in casa!”, oppure “Levatevi dai cojoni!”.
E utilizzando, inoltre, forme proprie di un linguaggio aspro e duro, che sempre più frequentemente ritroviamo nei discorsi e nelle affermazioni di molti dei nostri politici e dei giornalisti. Sì, sono i politici e i giornalisti che spesso si “agguerriscono” nello schierarsi contro i “venerandi di età”.
Basta ricordare le polemiche più o meno recenti contro i nostri senatori a vita. Polemiche oltraggiose, direi.
Come possiamo dimenticare gli attacchi del “giovane” senatore Francesco Storace? Ha promesso di regalare un paio di stampelle alla senatrice a vita e premio Nobel Rita Levi Montalcini. Ma significativa è stata la risposta della senatrice a vita, che in una lettera inviata ad un giornale ha concluso con con la seguente frase: “A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse facoltà, mentali e di comportamento, esprimo il mio più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria”.
Quanta tristezza mi viene nel vedere venire meno il rispetto delle istituzioni e delle persone.
I politicanti di ultima generazione forse non diventeranno mai anziani, e per anziani intendo anche saggi, perché non hanno rispetto per gli anziani stessi. Un sintomo di cecità intellettuale. Questo è quello che spesso abbiamo modo di vedere alla televisione o leggere sui giornali.
Purtroppo noto che molti ragazzi imitano certi atteggiamenti, al punto da esserne influenzati anche nel modo di pensare. Nel mondo antico, invece, nelle grandi civiltà del passato, la vecchiaia era un momento eccezionale. Il vecchio, l’anziano, è testimone di avvenimenti lontani, porta con sé un ricco patrimonio di conoscenza ed esperienza. La vecchiaia, dunque, è una dote, una ricchezza, che va preservata e conservata al meglio. Per questo ritengo che i nostri “vecchietti” vadano rispettati: dobbiamo essere fieri di loro. Sono l’insegnamento della vita. Sono una grande fonte di speranza per la nostra società.


Nando Vignola