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Manca poco alle elezioni del 6-7 giugno. Davvero poco, meno di un mese. I candidati, le liste, i simboli, le alleanze: tutto è pronto, i giochi sono fatti. Ora manca solo una cosa: il voto. Il parere dei cittadini, chiamati a scegliere i propri rappresentanti a diverse latitudini: dal più piccolo Comune al Parlamento di Strasburgo.
E ogni voto è decisivo, ogni voto è importante. Specie se davvero andrà a cadere sulle persone più indicate a portare in alto il nome del nostro Paese in Europa, ma anche tra coloro che andranno a decidere delle piccole questioni del vivere quotidiano, che fondamentali restano per ogni forma di convivenza civile.
Perché non si può nel modo più assoluto sottovalutare le elezioni amministrative e con esse tutte le forme di governo locale del territorio: anzi, l’esercizio della democrazia rappresentativa laddove il contatto con la popolazione è più diretto ed immediato, si fa più arduo e decisivo e costituisce il fondamento della nostra capacità di organizzazione sociale. Se un sindaco non fa bene il suo lavoro, se un consigliere comunale non rispetta con dedizione e impegno il mandato assegnatogli dalle urne, allora la piramide amministrativa del nostro Paese ne risulterà compromessa sin dalla sua base: e sarebbe come aspettarsi che un albero dalle radici già marcite cresca rigoglioso e forte. Non accade mai. Tutto il fusto sarà infestato dai mali che attanagliano la sua base.
Non ci si può certo stupire se i cittadini si allontanano dalla politica e dal rispetto verso le istituzioni, se già nel loro piccolo si vedono privati di libertà e servizi che gli spetterebbero di diritto in qualsiasi società evoluta.
Ecco allora perché l’Associazione “Mondi Nuovi”, di cui mi onoro di essere presidente, ha deciso che era giunto il momento di fare del suo, creando proprie liste a livello comunale a Guidonia Montecelio, Marcellina e Pozzaglia Sabina.
Non a caso facendo il proprio esordio in politica “dal basso”, laddove il riscontro dei cittadini, anche dopo il verdetto elettorale, è più concreto e evidente, e dove l’impegno richiesto deve essere in grado di rispecchiare e rispettare i bisogni più diretti e spontanei della comunità. Non a caso, in tre Comuni della nostra Regione, dove è forte la convinzione che i candidati prescelti saranno in grado di dare un contributo decisivo alla politica locale.
Sì, siamo quelli del “mettiamo l’Italia a norma” per far ripartire il nostro Paese, riscattandolo da un ventennio buio e confuso, fatto di scandali, di ricatti elettorali e di pochezza intellettuale e politica. Fatto soprattutto di abusi e di mancato rispetto per le regole.
Mettiamola a norma, allora, questa Italia, e cominciamo a farlo rimboccandoci le maniche dalle fondamenta della politica, esportando questo slogan, che è anche un’idea e un convincimento programmatico, a tutti i settori del Paese. Riportare la penisola nel rispetto delle regole: non solo quelle imposte dalle leggi e dalle normative, ma anche quelle più basilari del vivere civile, come il rispetto delle libertà altrui, del pensiero e della dignità delle persone che ci stanno accanto, ogni giorno.
Siamo convinti che qualcosa di grande per questo Paese si possa ancora fare, a tutti i suoi livelli.
Nando Vignola
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