La voce di Nando

Ma chi è razzista?

Da un po’ di tempo se ne parla, o straparla, veramente troppo: si dice, si urla, si sentenzia, si “documenta” che in Italia c’è razzismo. La cosa mi preoccupa non poco. Chi parla di razzismo ce l’ha con gli immigrati. Si parla di razzismo con toni che sono volutamente destinati a farci preoccupare, a farci riempire la testa di pensieri “fasulli”... forse per non farci pensare ai problemi veri. Tutto ciò viene alimentato anche da coloro che dovrebbero insegnare la tolleranza e l’integrazione. Spesso sono politici, politici da “quattro soldi” alla ricerca di un facile consenso, che rispetto al problema dell’immigrazione riescono a fare solo dichiarazioni quasi sempre propagandistiche e atti legislativi sgangherati, approvati in fretta e con estrema confusione. Con il risultato che, alla fine, si ha quasi la certezza che l’Italia sta diventando sempre di più un Paese intollerante, razzista, xenofobo. Per questo ho la forte convinzione che stiamo diventando razzisti a furia di parlarne. Sono convinto che l’Italia non è un Paese razzista, ma continuando a ripetere che gli immigrati portano solo criminalità, rubano il lavoro ai nostri giovani, accade che si fomenta un clima di odio e di intolleranza certamente non facile per gli stranieri che vivono nel nostro Paese, compresi tutti quelli che vivono e lavorano nella piena legalità, pagano le tasse e i cui figli frequentano le nostre scuole. Come possiamo ignorare di essere stati per anni un Paese di emigranti? Come è possibile che in un Paese come il nostro, posto al centro del mediterraneo, quindi storicamente abituato all’incontro di diverse lingue, culture, religioni e razze, oggi non ci si rende conto che certe migrazioni di massa non è possibile fermarle con la forza, ma che è opportuno favorire l’integrazione e dare a queste persone almeno una risposta? L’occidente per molti immigrati rappresenta in assoluto la libertà, l’accoglienza, la speranza di una vita diversa. Speranza che non possiamo negare.


Le Borse vanno giù e c’è una cosa che va su: il numero dei poveri nel mondo. Lo ha detto la Banca mondiale che dall’inizio di quest’anno l’esercito dei poveri è aumentato di centomila unità...
E con la recessione mondiale alle porte, i poveri che faranno? Aumenteranno. Per pagare l’arroganza, l’egoismo e la dissennatezza di chi decide come deve funzionare il mondo.


Nando Vignola