La voce di Nando

I "moderni" e le loro balle

Che casino! Dopo gli annunci sull’abolizione dell’Ici, sulla detassazione degli straordinari, sulla immediata soluzione dei problemi che attanagliano ormai da troppo tempo la nostra compagnia di bandiera, sull’accordo con le banche per cercare di far fronte alle difficoltà che molte famiglie incontrano per il pagamento del mutuo, e non ultimo, sul fatto che in breve tempo avremo dimenticato il tanfo che da troppo tempo caratterizza tutta la Campania… insomma, dopo tutte queste “anticipazioni” ero convinto di dovermi ricredere circa la considerazione negativa che ho di alcuni uomini politici del nostro Paese. Ahimè, temo di dover prendere atto che niente è cambiato. Già, questa volta il Messia che ha vinto le elezioni non ci ha certo sorpreso. Questa volta è bastato poco. Troppo presto ci ha fatto capire che nulla cambierà o, quantomeno, ciò non avverrà così in fretta come “promesso”. Infatti scopriamo, tramite le parole del “cinico” Tremonti, che per sanare i conti pubblici saranno necessari almeno tre anni e (ha rivelato lo stesso ministro) presto per far fronte alle esigenze del Paese si ricorrerà ad un aggiustamento della finanziaria. Ma la cosa che mi sorprende e che mi lascia dell’amaro in bocca è forse ancor di più un’altra: e cioè ricordare adesso come Prodi, nella sua solitudine, aveva già annunciato che sarebbero occorsi almeno tre anni per far fronte in modo serio ai problemi del Paese e come, per tutta risposta, fu quasi crocifisso dai suoi compagni di coalizione! Ancora una volta troppo in ritardo ci renderemo conto che l’accordo con le banche sui mutui a tasso variabile, annunciato dal Messia, sarà sostanzialmente inutile. Difficilmente le banche daranno corso alle innovazioni annunciate dal Messia che ha vinto le elezioni e, soprattutto, restano incomprensibili i vantaggi che possano ottenere i mutuatari. Se il Messia avesse voluto dare una mano alle famiglie, sarebbe stato sufficiente obbligare le banche al rispetto del decreto Bersani, che prevedeva sia la portabilità dei mutui che l’eliminazione delle penali sulle estinzioni dei conti correnti, non gravate dai costi. Era sufficiente imporre pesanti sanzioni alle banche che non davano corso all’applicazione del decreto Bersani e le famiglie avrebbero risparmiato circa sei miliardi di euro. Ma lo scopo del Messia che ha vinto le elezioni, forse, era solo quello di tenere tranquille le banche.
L’imposta dell’Ici, come abbiamo avuto modo di spiegare circa un mese fa, era già stata praticamente “tolta” nel 2008, ma nessuno ne parla. E così il Messia che ha vinto le elezioni è diventato anche un eroe.
Sul caso dell’Alitalia, poi, il Messia che ha vinto le elezioni ha basato la sua campagna elettorale sostenendo che al massimo in un paio di settimane tutto si sarebbe risolto. Per il momento, la sola risposta che ci arriva a riguardo proviene dalla Commissione europea che ha deciso di avviare la procedura d’infrazione contro il nostro Paese, a seguito del prestito ponte elargito alla nostra compagnia di bandiera.
Vogliamo parlare, sennò, di sicurezza? Per quanto accaduto i primi di giugno a Roma, se Veltroni fosse stato ancora il sindaco della Capitale, la colpa di tutto sarebbe stata sua! E contemporaneamente, a livello nazionale, del “solito” Prodi. Qui, invece, si vuole fare la lotta per la sicurezza quando per 40 anni non se ne sono mai occupati...
E se un giovane vuole aprire una nuova attività imprenditoriale in Sicilia, in Calabria, in Campania, chi se lo fila? Quale benedizione ci vuole? Quella dello Stato? Altrove, questione di simpatia.
Tornando alla questione di Napoli, inoltre, il Messia sosteneva che al massimo nel giro di tre settimane tutto sarebbe stato risolto: adesso, una volta vinte le elezioni, ci viene a dire che ci vogliono tre anni con la collaborazione di tutti… E allora lo sapevamo già, non serviva mica che ce lo dicesse lui!
Questo nuovo governo, in sostanza, ha parecchi problemi. Più di quanti non ci si aspettasse.
E alla festa del 2 giugno, l’assenza del ministro degli Interni, il leghista Maroni, è stata davvero “significativa”…
Inoltre ci vantiamo di essere un Paese moderno. E nel paese moderno in cui pensiamo di vivere arriva la proposta del ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, la quale, per togliere la prostituzione dalle strade ha pensato bene di istituire le “cooperative del sesso”. Peccato che il ministro dimentica che il problema della prostituzione sono lo sfruttamento e le violenze, da parte degli sfruttatori, subite dalle donne, sempre più spesso minorenni, obbligate a vendersi. Come sarà possibile sottrarre le prostitute ai magnaccia? Saranno entrambi soci della stessa cooperativa? Così legalizzeremo le mafie, che avranno la possibilità di impiegare in questo nuovo “business” le loro risorse finanziarie e avremo nuovi ricattatori e sfruttatori tra le “lucciole” straniere. Per non parlare poi di tutte le altre conseguenze a cui saremo costretti ad andare incontro. Verrà sicuramente costituita una “authority” per il controllo e il “buon” funzionamento, con il suo presidente e il suo lauto compenso, nominato dai partiti.
Ma, visto che noi siamo un Paese “moderno”, alla fine, alla ricerca assoluta del consenso, si farà in modo che tutto si muova purché non si muova niente. E noi continueremo ad assistere al misero e triste spettacolo di ragazze seminude sul ciglio delle nostre strade.
Il Cavaliere parla di abolire le intercettazioni telefoniche e il ministro della Giustizia Alfano ha qualche tentennamento: ma basta poco più di una carezza del “moderno” Messia, che lo stesso ministro accetta tutto quello che viene proposto.
I “moderni” per me erano gli antichi romani che hanno costruito delle meraviglie nella nostra Capitale, che non ti stanchi mai di guardare. Questi invece, i “moderni” di oggi, dopo pochi mesi…


Nando Vignola