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?Fino a pochi giorni fa era un signor nessuno, uno dei tanti parlamentari pronti, se necessario, a fare anche da pianista. E adesso? E’ l’uomo del momento, già inseguito dalle tv, così come dai dirigenti del Pd. Che per cercare di convincerlo a scendere dalla poltrona, saranno stati pronti a offrirgli qualche strapuntino meno vistoso, ma comunque ben pagato. Non un compito facile, soprattutto per chi non conosce a fondo il personaggio. Andate a chiedere Buttiglione, visto che il nostro uomo ha militato nel Ppi. Per passare, subito dopo, con Mastella, nell’Udeur. Per poi approdare al partito di Rutelli, la Margherita. Né si può fare a meno di prendere contatti con storici personaggi della vecchia Dc, per capire chi è questo Villari. Che, come si vede, vanta un curriculum politico caratterizzato dalla grande versatilità. Sorprende ritrovarselo nel Pd, e allo stesso modo non c’è da stupirsi che Veltroni non lo conoscesse bene.
Ma è possibile che solo a me, dietro a quello di Villari, venga in mente un nome famoso... Quale? Come sarebbe a dire “quale”? Ma quello di Ciriaco, naturalmente. Il buon vecchio Ciriaco De Mita, col suo scudo crociato sul petto, sotto la canotta, che fa tanto retrò. Lui e solo lui, che col Pd il dente avvelenato ce l’ha, eccome. Forse anche di più di quelli della maggioranza. Così la mandrakata di Silvietto è andata in porto. Ti piazza lì uno dell’opposizione che non si dimetterebbe per nulla al mondo, mentre Walter si rode il fegato. Perché il Villari nominato a presidente ella Commissione di vigilanza Rai, resterà l’emblema di come anche a sinistra non esista più un partito (dall’altra parte il Pdl, che tanto era una realtà al momento del voto di aprile 2008, ancora devono strutturarlo e ristrutturarlo internamente...). Anzi, in Italia oggi il concetto stesso di “partito” non c’è più. Ci sono le bande. E’ così che l’onorevole Latorre, fino a prova contraria uomo del Pd, si è messo a fare il suggeritore di Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, in difficoltà davanti alle telecamere di La7. Proprio mentre Donati, dell’Idv, che in teoria è alleato col Pd, incalza l’operato della maggioranza. Certo, Latorre è un dalemiano, e qui, di nuovo, tira aria di bicamerale...
Ma allora, già che ci siamo, perché non completare la rivoluzione? Facciamo così: alle prossime primarie del Pd, facciamo votare solo gli elettori del Pdl. Anzi, solo il Cavaliere. E senza fargli pagare nessun obolo: così risparmia i soldi per convincere anche chi non dovesse essere proprio d’accordo...
Nando Vignola
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