La voce di Nando

La volpe, le palle nere e il pensiero di vivere

Vi voglio raccontare una storiella: quella della volpe e del somaro. Eccola. La volpe, guardando il somaro vide due palle nere che dondolavano e disse: “Cazzo, oggi si mangia, che bel malloppo di carne! Dondola, dondola che prima o poi cade per terra e io me lo pappo”. Si fece notte: le palle nere del somaro dondolavano dondolavano ma non cadevano mai per terra. Da dodici ore la volpe guardava con attenzione il somaro e il suo malloppo di carne che restava lì attaccato. E allora, stanca, disse: “Vaffanculo, tanto sono palle nere”.
Mi è venuta in mente questa storiella - chissà perché? - pensando al “buonismo”, alle “raccomandazioni a Dio”, alle “aperture”, al “volemose bene” e al “se po’ fà” di questi giorni: la più bella recita del Messia che ha vinto le elezioni. Penso con tristezza a quanti Primo Maggio sono sati dedicati dai sindacati alle morti cosiddette “bianche”, ai morti sul lavoro. Anche quest’anno è stato così, con i sindacati che urlano “basta!”. E tutto va avanti come prima. Ogni giorno tre morti e cento infortuni. E’ pazzesco. E’ come stare in guerra. Tutti si riempiono la bocca per la sicurezza sul lavoro: sindacati, politici, anche il Presidente della repubblica. Ma nessuno, dico nessuno, ha centrato il motivo. Secondo me da quando è stato introdotto l’euro, l’operaio non riesce più a sopravvivere. Raschiato il fondo di qualche risparmio, a cosa serve mettere le cinture di sicurezza, o le scarpe anti-infortunistiche che ti “spellano” i piedi e fanno stare incazzato tutto il giorno? Ma si può lavorare vestiti da robot? Bisogna “rivedere” l’abbigliamento “sicuro” dell’operaio. Un po’ di fantasia e un po’ di “applicazione”, per la Madonna! Ma soprattutto all’operaio serve una busta paga decente, per sopravvivere, lui e la sua famiglia. Deve lavorare tranquillo, con serenità. Molti incidenti sul lavoro succedono perché l’operaio ha troppe preoccupazioni in testa. Pensa ai suoi problemi, pensa come chiedere al datore di lavoro un acconto sulla busta paga. E’ preoccupato del vivere quotidiano! Se l’operaio fosse più sereno, gli incidenti sul lavoro diminuirebbero. Riflettiamo, riflettiamo. E facciamo qualcosa. Diamoci una mossa! Speriamo che il nuovo governo (ma ci credo poco) dia una frenata ai prestiti a fondo perduto, tipo quelli dati alla Fiat e ai “mangiatori” che hanno “investito” nel Sud. Tutti i soldi a fondo perduto, avrebbero potuto contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro e a nuove vere iniziative imprenditoriali, invece di sostenere a vita carrozzoni e imbroglioni. Ne sono convinto: si sono buttati via soldi con i quali si sarebbero potuti triplicare i posti di lavoro. Saremmo stati tutti meglio.
Adesso c’è un governo “forte”, che non ha bisogno di elemosinare al Senato uno o due voti. Non ci sono più scuse. Però, il caro Messia che ha vinto le elezioni si deve ricordare che nei suoi precedenti governi ha fatto solo i “comodi” (diciamo “comodi”, altrimenti poi mi dicono che sono troppo volgare) suoi. E facesse qualche “comodo” anche per noi cittadini!


Nando Vignola