La voce di Nando

Tu vuo' fà l'americano

Tonino Di Pietro, forse ritenuto colpevole di fare “troppa” opposizione al governo di Silvio Berlusconi è stato mollato in diretta televisiva da Walter Veltroni. Lo ha fatto perché ha una cosa urgente da fare: battezzare con tutti i crismi del caso la natura centrista del Partito democratico. Veltroni insiste sulla sua concezione bipartitica della politica italiana: vuole importare in Italia quel modello americano che vede vicini i confini tra democratici e repubblicani, sempre in competizione tra di loro per accaparrarsi i voti dell’elettorato incerto.
Tu vuo’ fa’ l’americano, caro Veltroni, ma - come ricordava Renato Carosone a quel napoletano che ballava il rock and roll e fumava le Camel prendendo i soldi dalla borsetta di mammà - tu sei nato in Italy. E devi considerare che quello che hai in mente lo devi fare con Silvio Berlusconi: un nome (e che nome!), non una garanzia.
La corsa verso il centro del Partito democratico aumenta di velocità giorno per giorno. Per esempio, a Trento, dove batte forte il cuore del cattolicesimo moderato, Partito democratico e Udc si sono alleati in vista delle elezioni provinciali del 9 novembre, sostenendo entrambi il governatore uscente Lorenzo Dellai. Questo Dellai alle elezioni primarie del Partito democratico dell’ottobre 2007 ha sostenuto il candidato alla segreteria Enrico Letta. Ma dopo si è opposto al Partito democratico in Trentino e nel giugno 2008 ha dato il via ad nuovo partito, l’Unione per il Trentino.
All’intesa Pd-Udc per il 9 novembre molto probabilmente si aggiungerà anche la Südtiroler Volkspartei, centrista più austriaca che italiana.
E’ chiaro che bisogna prendere le distanze da Tonino di Pietro: che ci azzecca?
La politica italiana si sta incasinando sempre di più. Allarme: si sta allontanando sempre di più dai problemi reali del Paese, pensando solo a “strategie” che mi sembrano troppo legate a singole persone. Non ci sono più i partiti, ci sono solo leader. Il risultato è anche quello di vedere molte belle teste pensanti in preda alla depressione e all’allargamento delle braccia.
Bisogna fare qualcosa. Bisogna rimboccarsi le maniche e darsi una bella mossa.


Nando Vignola