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?Certo sempre più persone, me ne accorgo dalle chiacchiere nei bar, dagli scambi di vedute con amici e conoscenti, ma anche dalle facce che si vedono in questi giorni in giro per la città, riescono davvero a staccare la spina durante le ferie estive. Quasi come se tutto intorno il mondo si fermasse, smettesse di girare e di andare avanti. Come se tutto quello che sta più in là del loro naso non esistesse più o non li riguardasse. In molti smettono di ragionare, di pensare, si concentrano su quell’ora d’aria che la vita lavorativa ci concede e non vogliono essere disturbati per nessun motivo: non ci sono quotidiani o telegiornali che tengano e le vacanze sono sacre.
Non importa se le faranno tirando la cinghia, non importa se dovranno starsene in campeggio a chilometri dal mare o se al mare nemmeno potranno avvicinarsi.
E pare non importi se nel frattempo i nostri signori della politica della crisi non risentiranno affatto, e potranno godersi la vita, loro sì, per l’ennesima estate: chi va in barca su mari cristallini, chi si gode le sue ville, e persino chi ha annunciato che se ne starà in Abruzzo, certo non lo farà in una tenda come i poveri mortali: sicuramente se ne starà in qualche resort nella pace della vegetazione, lontano anni luce dai problemi della gente.
Sarò io che sono strano, ma in questi tempi, che anche se qualcuno continua a far finta di no sono tempi difficili punto e basta, certe contraddizioni mi fanno incazzare, non mi fanno stare tranquillo. E però mi fa un po’ incazzare pure la gente che non se ne cura, quelli che siccome è estate delle cose che succedono se ne fregano.
Sì, mi fanno incazzare tutti quelli che non si incazzano, che non si preoccupano e non ci pensano. Quelli che accettano di buon grado e non se la prendono mai per niente. Perchè è ora di vacanze.
Mentre io continuo a guardare avanti, a prefigurarmi l’autunno e l’inverno, settembre poi ottobre e poi anche dicembre, fino al 2010.
Ma non mi sembra di essere il solo. Vedo tanto fervore, tanto darsi da fare tra i politici, che mi pare che al 2010, per motivi diversi, siamo in tanti a guardarci. Già, e quando si parla di politica, tutti quanti i politici, a tutti i livelli, sono sempre ossessionati dall’essere in anticipo, dal non perdere tempo sulle scadenze.
Sarò io, lo ripeto. Eppure mi sembra di vedere tanto movimento, tanti test, addirittura tanti calcoli e conteggi. Ce ne sono di convegni, di conferenze, di tavoli di confronto apparecchiati: già, anche se luglio sta finendo, anche quando in giro per la città e la provincia non si riesce a stare, perché il caldo è tremendo e non si respira.
Eppure mi sembra di vedere un mondo che si muove lo stesso: con tante prove di forza o domande cui rispondere. Sì, mi pare che si stiano già contando in vista delle prossime elezioni, che dalle nostre parti sono regionali.
Vedo le salette degli hotel che qualcuno cerca disperatamente di riempire per dimostrare il proprio peso, e vedo iniziative e conferenze in cui i solerti organizzatori stanno a guardare come va: quante persone gli stanno dietro anche con quest’afa e anche se il discorso non è interessante, quanti partecipano spontaneamente attratti da un nome o da un simbolo. E intanto tante cazzate sparate a destra e a manca per riempire i vuoti, per mascherare le bilance. Persino la provocazione, perchè non penso si possa chiamare altrimenti, se non il sabotaggio di Grillo contro il Pd, io non lo leggo in altro modo se non come un sondaggio: “quanti dei loro pecoroni posso riuscire a far diventare pecoroni dei miei amici?”.
Già, chi si dovrebbe incazzare è stanco morto, ha sudato sette camice per arrivare alle vacanze e ora non ha neanche la forza di stare attento, e fa male; intanto chi, e di politici ne conoosco tanti, non ha fatto un cazzo per tutto l’anno, ora si dà da fare perché è un buon momento.
E io, che allora sono malato, mi preoccupo: che ne sarà di noi al ritorno dalla spiaggia (per chi se la può permettere?). Si arriverà alla fine del mese? E alla terza settimana? E questa nuova influenza, che portata avrà?
Ieri al tiggì ho sentito dire che la Francia prevede di vaccinare il cento per cento della popolazione. L’Italia “più realisticamente il trenta per cento”. E perché? E perché nessuno approfondisce? E perché nessuno si agita?
State tranquilli, allora. E buone vacanze a tutti...
Nando Vignola
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