La voce di Nando

Caro senatore Pedica stavolta hai sbagliato

Caro Stefano Pedica, senatore e coordinatore del Lazio per l’Italia dei Valori, mi permetto di darti del “tu”, perchè ho avuto modo di conoscerti e sono più vecchio di te, quindi concedimelo.
Ti scrivo dalle righe di questo giornale, perché mi preme di capire un po’ di più del tuo comportamento delle ultime settimane, soprattutto riguardo alla campagna elettorale nei Comuni in provincia di Roma.
Vado al sodo, ancora devo capire il senso di certe tue uscite che hanno preceduto il ballottaggio a Guidonia Montecelio. E ora che il candidato del centrosinistra Michele Pagano è uscito di poco sconfitto, a favore dell’architetto Rubeis del Pdl, mi domando, senza alcun ripensamento per le scelte fatte e accettando con grande serenità il verdetto delle urne, quanto possono aver inciso le tue parole “sparate” mentre si chiudeva la campagna elettorale, tanto che il povero Pagano non ha quasi avuto modo di rispondere in modo adeguato.
Ma io mi chiedo, soprattutto, che modo è di fare?
Possibile, il tuo partito e te che lo dirigi a livello regionale, vi apparentate poche ore prima con il candidato del centrosinistra, che è uomo dell’Udc ed era sostenuto anche dal Pd di De Vincenzi, e poi sputi veleno sul suo partito, su Casini e i suoi? No, dico, se non ti conoscessi e non sapessi che sei pure astemio, penserei che con il caldo ti eri scolato qualche bicchiere di bianco di troppo.
E invece mi meraviglia, e mi fa anche un po’ preoccupare per la tua salute, sapere che come tuo solito prima di aprire bocca ci avrai anche pensato parecchio su: prima di dare il via libera perché i voti di Sabatino Leonetti, che al primo turno correva per la poltrona da sindaco sotto lo stemma del partito tuo e di Di Pietro, andassero a sommarsi a quello di Pagano al ballottaggio, per poi dire che il partito dello stesso Pagano era “una banda di accattoni, mercenari e condannati”.
Non basta, hai pure aggiunto, “da me neanche un voto insieme a quella specie. Vergogna chi li voterà”. E ancora, “dove si allea l’Unione Dei Condannati, noi non voteremo”. Eh? Machecc...
Quando queste stronzate sono uscite dalla tua bocca e sono cadute per terra, erano così grosse che hanno fatto un botto tremendo: l’ho sentito perfino dal bagno di casa mia! Anzi, hanno fatto un buco per terra così grosso che momenti ci inciampo e casco per terra. Io subito cho chiamato la redazione della Voce democratica e ho chiesto: “Ma è uno scherzo? Il Pdl ha clonato Pedica?”.
E invece no, eri proprio tu, quello che aveva sputato non sul piatto dove mangiavi, addirittura sulla tavola che avevi appena apparecchiato. Ora, come devono aver preso le tue frasi quelli che invece dovevate convincere ad andare a votare proprio per Pagano, uno dell’Udc?
Adesso che a Guidonia Montecelio il ballottaggio si è chiuso con uno scarto minimo, di un migliaio di voti, non si può pensare che quei tremila voti che portavano in dote le liste di Leonetti apparentate con Pagano, dopo le tue uscite non siano andati proprio tutti nella direzione giusta? Non è che il tuo pensiero ha fatto cambiare idea a un po’ di elettori Idv, favorendo la vittoria di Rubeis?
Caro Stefano, l’unica spiegazione che mi sono dato al tuo contegno, è che fatto l’accordo con Pd e Udc a Guidonia Montecelio, ti sei subito ricordato di quello che veniva dopo, e cioè l’appuntamento con le regionali. E allora, siccome evidentemente cominciate a soffrire il peso politico che l’Udc sta riguadagnando tra i due schieramenti, si capisce che dovete cominciare da subito a darvi da fare, a sparare a zero sui concorrenti, a prendere posizioni nette e decise. La spiegazione delle prossime elezioni me la do anche perché, su facebook, mi hanno riferito di messaggi con cui già inviti i delegati del tuo partito a incontrarvi tutti insieme per cominciare a scegliere i candidati: anzi, che stabilivi altri incontri per portare gente, non importava quanto retta e onesta, ma che evesse un bel gruzzolo di voti da assicurare. Vecchi vizi.
Caro Stefano, se da me non ti aspettavi rimproveri, allora prenditi un paio di sedie, te le presto io, siediti e stendi le gambe, che concludo: hai sbagliato, mi hai deluso, hai dimostrato che fai parte anche tu di quel minestrone politico che da vent’anni Berlusconi, D’Alema, Fini, Veltroni e tutti gli altri continuano a mescolare e rimescolare dall’interno.


Nando Vignola