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La voce di Nando Chi non ama gli statuto e le dichiarazioni dei redditi |
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Nel saluto rivolto all’assemblea nazionale di “Noi riformatori azzurri” tenutasi al cinema Capranica lo scorso 21marzo, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, se ne è uscito con una delle sue. Nello scusarsi, anzi, nel non scusarsi per la frettolosa apparizione in sala (altrove con l’ultimo congresso di An si stava infatti “facendo la storia” e il senatore non potevamancarvi)Gasparri ha detto tra una frase e l’altra: “Mi scuso con Cicchitto (anch’egli presente al convegno, ndr) ma io non sono per gli statuti, mi annoiano, mi fanno addormentare: in fondo anche i dieci comandamenti esistono ma sono puntualmente violati da tutti”. Complimenti senatore. Personalmente ritengo che gli statuti siano fatti invece per essere rispettati, e rispondono sempre alla necessità di dettare delle regole che siano comuni a tutti i membri di una comunità, facendo in modo che nulla sia affidato alla pura discrezionalità. Non c’è azienda o ente pubblico (dalle Regioni alle Province, ai Comuni, aiMinisteri, alleAsl; dai Sindacati alle associazioni sportive, a quelle di categoria o anche di volontariato...) che non regolamentino la loro attività con uno statuto e vigilando sul rispetto dello stesso da parte delle persone che vi operano. E la nostra stessa Costituzione, poi? La Carta che rappresenta in assoluto la legge fondamentale del nostro Paese, dove sono racchiusi, i diritti e i doveri dei cittadini e le funzioni degli organi di Stato, non è forse un po’ un grande statuto che ci accomuna tutti?Non si può ignorare la sua esistenza,ma soprattutto non la può ignorare un senatore della nostra Repubblica, ben sapendo che dovere della nostra nazione è rispettarne e difenderne i principi. Quelle di Gasparri sono state parole che ci rimandano con lamemoria a anni, per non dire “ventennii”, passati: quando, e il buon senatore lo sa, degli statuti e delle regole costituzionali dell’epoca non si parlava neppure, perché forse nemmeno era consentito parlarne da parte di chi era al potere. Purtroppo, evidentemente, è chiaro che nel Dna di Gasparri è rimastomolto di quel lupo che con una lavatina a Fiuggi ha perso sicuramente qualche pelo, ma non il vizio.Ancora complimenti... Euna delle regole fondamentali all’interno della nostra maggioranza, resta quella della lotta all’evasione fiscale. E’ un punto cardine, su cui battersi a ogni intervista e talk show, beandosi dei numerosi (ma siamo sicuri?) controlli effettuati negli ultimi tempi. Giustissima lotta, quella all’evasione. Peccato allora che appena un paio di anni fa, quando al governo c’era un certo Prodi, si arrivò al paradosso di invocare scioperi fiscali se la pressione delle tasse non fosse diminuita. Tanto per dare l’idea di quale sia il rapporto che nel profondo dell’animo certi schieramenti hanno col sistema tributario. Servisse una riprova ulteriore, sono da poco stati resi noti i dati circa le dichiarazioni dei redditi relative al 2007 degli uomini delle istituzioni ed un dato emerge in maniera impressionante. E chi se ne frega se il nostro beneamato premier guadagnameno che nel 2006: avranno lavorato bene i suoi commercialisti per fare tutte le deduzioni e detrazioni possibili e immaginabili. Il vero assente dalle dichiarazioni dei redditi in questione è un dato e uno soltanto: la voce che riguarda le spese elettorali. Ci fosse un parlamentare (ce ne sono, ma sono così pochi che quasi non fanno testo) che ha dichiarato l’ammontare dei conti relativi a campagne elettorali di sorta. Nessuno ha cacciato o ricevuto un euro. Tutti fermi come a “un due tre, stella”. Comemai? La risposta è semplice, e ci fa tornare sempre a parlare di quella legge elettorale definita “porcata” dal suo stesso promotore. E’in quelle righe che scatta la possibilità di alienare da sé la contabilità relativa alla campagna elettorale.Detto fatto, salvo quei pochi casi di “fessacchiotti” che hanno scordato di muoversi a dovere. E se poi penso che ci sono parlamentari che hanno proprietà,mobili e immobili, e dichiarano cifre da fame, vicine allo zero,mi prudono lemani. Eccoli, quelli della lotta all’evasione fiscale...
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