La voce di Nando

Divorziare costa caro

Ufficiale: siamo diventati, o meglio, tornati poveri. E rimedi che hanno il sapore del palliativo, come le tessere per accedere agli alimenti, e dell’antico, tanto che riportano alla mente tristi scenari, ne sono la conferma. Siamo arrivati al punto che addirittura un divorzio può essere un lusso. Divorziare, spesso, quasi sempre, fa male, è un dramma. Per le implicazioni negli affetti, per le ferite che si lasciano dietro le profonde spaccature capaci di mandare in pezzi una famiglia. Oggi però, non basta. Portare avanti un divorzio, con spese e costi connessi, comincia ad essere un qualcosa di proibitivo per molti, anche per chi guadagna fino a 2mila euro. Ecco una nuova fascia di povertà... Viene da pensare che a volte converrebbe restare uniti anche se è difficile, anche se non si va più d’accordo. Mi viene in mente, quasi per paradosso, quello che accade oggi in politica. Non si può non guardare al Cavaliere, che non esita a consolidare una famiglia, un “popolo”, nell’interesse comune, al di là delle divisioni che, a chiunque, sembrerebbero insanabili. E invece no, si va avanti tutti insieme, e comanda lui. Agli altri, in cambio di un po’ di esercizio di sopportazione, vanno comode e preziose poltrone: e chi non è d’accordo... Portare avanti le proprie idee a costo di sacrificanti divorzi può far male. La storia lo insegna. Dal divorzio che quasi tolse dalla scena i socialisti del dopoguerra, con la nascita di un Psdi aggrappato al carrozzone Dc, al divorzio di Rifondazione comunista dal ventre corpulento di un Pci riformato in Pds sotto Occhetto, con una ferita che ha ricominciato a “tirare” anche quando (Prodi lo ricorderà) il centrosinistra era finalmente al governo. Ma penso anche al “tradimento” della Lega ai tempi del “ribaltone”, che tanto costò al Cavaliere almeno in termini di tempo: anni, prima che potesse tornare a “dettare” legge (o decreti-legge). E allora bisognerebbe prendere spunto proprio dal Pdl: ad andare soli ci si fa male, soprattutto con l’attuale legge elettorale, che ha “cacciato” dal parlamento la destra e la sinistra radicale. Per quanto riguarda il Pd, quindi, è meglio che moglie e marito, Massimino e Walterino (non so chi dei due sia la moglie e viceversa, ma un sospetto ce l’avrei), smettano di fare i separati in casa. Certo, c’è poi chi riesce anche da solo a portare avanti un pensiero, un’idea significativa. E’ il caso di Casini, ma soprattutto di Tonino Di Pietro. Credo che, ora come ora, siano in qualche modo da elogiare. Ma le leggi, purtroppo, continuano a farle gli altri...


Nando Vignola