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E così è successo di nuovo: basta che ci sia qualche nuovo cazzo nella vita privata del Premier, e tutti ci si fiondano e ci si tuffano di corsa.
Per sputtanarlo, forse? Per costringerlo alla resa? Possibile, nelle intenzioni di qualcuno. Ma difficile e soprattutto quasi inutile. Il fatto semmai è un altro: sempre più spesso, troppo spesso, qui in Italia i politici di tutti gli schieramenti, i giornalisti, insomma un po’ tutti quanti, hanno la tentazione di lasciar perdere il proprio lavoro e di occuparsi di questioni più frivole, idiote, di poca importanza. E lo fanno perché fare gli esperti di gossip è molto più facile e comodo che rimboccarsi le maniche e impegnarsi nel proprio mestiere, nel proprio ruolo .
In fondo, se a stare dietro passo passo a foto, scandali e fatti privati ci riescono tutti quelli che si siedono dal barbiere o dalla parrucchiera, o che bevono un aperitivo al bar o fanno una chiacchierata coi vicini dal balcone (sempre che non l’abbiano già murato in attesa del miracoloso Piano casa)... sì insomma se a occuparsi di certe questioni “sò boni tutti”, come si dice a Roma, allora non ci vuole poi molto a farlo.
Ma questo, per me, è un dramma. Perché sotto sotto, a chi come me riesce ancora a vedere che questo Paese va a rotoli, non gliene frega davvero un cavolo dei fattacci di Silvietto: anzi, mi sa tanto che lui sotto sotto è contento di lavare i panni di casa nella pubblica piazza, così i poveri coglioni degli italiani hanno altro a cui pensare. Così nessuno parla più di crisi, di disoccupazione in aumento, di sicurezza in grosso calo, della monnezza di Palermo che somiglia tanto a quella di Napoli...
Ma che non se ne parli, o non se ne sia parlato a Porta a Porta piuttosto che a Ballarò, per sostituire questi temi con la festa di compleanno di una ragazzina campana salita chissà come alla ribalta delle cronache, anche fosse stato per solo un minuto, è gravissimo, è pietoso.
Tanto Silvietto per queste cose di certo non molla, l’ha pure detto! Chissà, avrà sentito dire da qualcuno dei suoi ministri che chi molla è un boia... e lui magari non è un boia, è troppo simpatico, ha troppi capelli, è sempre abbronzato (anche se meno di Obama) e sorridente.
E intanto questo ciarpame, che non sono solo le veline candidate come diceva la signora Lario, ma ormai quasi tutti i nostri politici, noi dovremmo votarlo alle elezioni europee: dovremmo spedirli a Strasburgo a grattarsi i coglioni e ricoprire di ridicolo la nostra immagine all’estero, come spesso avvenuto in passato, salvo poche eccezioni. Ma tanto, che ne sappiamo noi di che cosa fa l’Europa o che cosa serve per l’Europa: adesso che sarebbe il momento nessuno ne parla, poi più in là quando ci sono i problemi diremo che è colpa dell’Unione europea. Perché lì i nostri politici non c’entrano sul serio, spesso ci vanno solo a cambiare aria.
Nando Vignola
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