La voce di Nando

Ci sono stato anch'io con la D'Addario

Ma non come vorrebbero in tanti. L’ho conosciuta e ci sono stato a cena. Al ristorante “Ilsanlorenzo”, in via dei Chiavari a Roma. Patrizia D’Addario non è la persona “raccontata” in questi mesi. Su di lei, molte calunnie e molte bugie. Come ci siamo incontrati? Come siamo finiti a cena insieme? Forse il destino. Ecco. Avevo un appuntamento a Tivoli, al BarAriston. Com’è mia abitudine arrivo all’appuntamento in anticipo di mezz’ora. Accanto al bar c’è una libreria: in vetrina vedo “Gradisca, presidente. Tutta la verità della escort più famosa al mondo”. Entro e compro il libro che Patrizia D’Addario ha scritto con la giornalista Maddalena Tulanti per l’editore Aliberti. Dopo tutto quanto si è scritto sui giornali e detto nei salotti televisivi sulla donna che è stata a letto, portandosi un registratore, con Silvio Berlusconi, m’incuriosiva leggere quel libro.
Me lo sono bevuto, l’ho letto in una notte. E... cazzo! Questa “povera crista” ha avuto la vita tutta in salita peggio della mia. Nella storia di Patrizia D’Addario ho rivisto la mia infanzia, l’infanzia di una ragazzo che ha sofferto molto (e che ho raccontato nei miei libri “Bastardo, perché?” e “Anche questa è vita”). I miei erano gli anni Cinquanta, quelli di Patrizia D’Addario sono gli anni d’inizio del terzo millennio: beh, non è cambiato nulla. Il povero, il debole, l’indifeso, è sempre preso per il culo e sfruttato al massimo. E le puttane restano puttane, da trattare come sempre come “schiave”, mentre i puttanieri son “fighi”, “maschi” e “potenti”. Come il nostro presidente del Consiglio dei ministri che ha preso per il culo la “povera crista” presentatagli dai lestofanti e dagli affaristi di cui ama circondarsi. Altro che “complotto” nei suoi confronti, come gridano i suoi servitori dell’informazione. Il complotto vero è quello che c’è adesso nei confronti di Padrizia D’Addario, colpevole di aver risposto alle domande di un magistrato che l’ha mandata a chiamare. Un complotto vero, con l’obiettivo di farle del male: la puttana deve pagare! Dopo aver letto il libro ho cercato Patrizia D’Addario. Sentivo il desiderio di esprimerle solidarietà, per la sua vita che non è stata certo facile e per gli attacchi e gli insulti che continua a ricevere. Al telefono mi risponde suo cugino Domenico. Gli spiego e combiniamo un incontro a Roma. Ho appreso dal libro che lei è una buongustaia e allora prenoto in uno dei ristoranti top. Il mio incontro con Patrizia
D’Addario avviene la sera prima della sua partenza per Cannes per presentare un cd di canzoni e per Parigi per parlare di un film sulla sua vita... Già, la sua vita. Ne parliamo a lungo nel corso della cena. Per la sua vita, paragonandola alla mia, considero Patrizia D’Addario come una sorella. Per me non è una puttana. E’una bella ragazza che ha conosciuto tante dolore, tante tragedie. Una bella ragazza vittima di papponi e puttanieri. Ha preso tante botte, ha avuto la sfortuna di incontrare uomini del cazzo! Bisogna leggere il suo libro autobiografico, bisogna ascoltarla per capire che Patrizia D’Addario non è solo l’escort di una notte a Palazzo Grazioli. Oggi la storia di Patrizia D’Addario può e deve far riflettere su come oggi in Italia vengono considerati il ruolo della donna, il corpo della donna, e la dignità della donna. vengono considerati oggi in Italia. Si è parlato molto di lei, della sua vita, del suo mestiere, del suo passato, della sua moralità, del suo incontro a letto con Silvio Berlusconi. Nel libro parla lei. Racconta la verità dal suo punto di vista, il punto di vista di una donna sulla quale è già stato detto di tutto e di più e che, “proprio per questo - dice lei - non ho nulla da perdere”. Patrizia D’Addario è pugliese di Bari. Ha quarantadue anni. Ha incominciato da piccola a occuparsi di spettacoli. Le sue specializzazioni sono l’illusionismo e il trasformismo ma è anche presentatrice. Fino al 1997 ha girato per l’Italia con la sua piccola compagnia di magia con cinque assistenti. Dopo quella data la sua vita è cambiata, la compagnia si è sciolta e per lei è iniziato un periodo in salita. Ha ammesso lei stessa agli inquirenti di aver lavorato come escort. Nel 2009 è stata candidata con il Pdl alle elezioni comunali con la lista “Puglia prima di
tutto”, fondata nel 2005 dal ministro Raffaele Fitto. E’ un piacere vederla mangiare. E’ golosa di pasta e di dolci. Ha una figlia. Il suo sogno è riuscire a costruire il residence che la famiglia aspetta da anni e poterlo gestire. Patrizia, adesso che in questo momento sei “la donna italiana più famosa al mondo”, ti auguro tutto il successo che meriti e che sogni. Vai avanti, sorella. Senza compromessi, con la tua dignità.

Ferdinando Vignola