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Che tristezza! Per non parlare di che figura di merda. Ma quella la lascio volentieri a chi da certe “situazioni” è uscito o uscirà in qualche modo rovinato o ridimensionato. Chi fa una figura di merda poi a livello personale se la tiene, punto e basta. Ma qui la situazione si è fatta davvero preoccupante. E addirittura è andata oltre alla fantomatica “questione morale”. Siamo arrivati alla “questione di praticabilità”. Sì perché se una volta certe storie e certi malcostumi potevano portare scandalo, sconcerto e l’allontanamento della gente dalla politica. E sia. Ma oggi, invece, le conseguenze possono essere più gravi e dirette. Perché fin quando la barca galleggia e il mare è calmo, anche un semplice marinaio, un semplice mozzo, può mettersi al timone senza grossi rischi. Quando invece le onde iniziano ad alzarsi e il mare si incazza così tanto che non si riesce quasi a trattenerla nelle mutande, allora serve il capitano della nave. E se il capitano poi non è capace o si è dimenticato di come si governa la barca? Eh, allora “so’ cazzi, e pure amari”. Ecco, nel nostro Paese c’è stato un momento, una stagione in cui il fatto che gli amministratori non fossero proprio “puliti” e infilassero le mani in ogni torta che lo Stato sfornava, non aveva effetti sugli altri, almeno nell’immediato. Per essere fin troppo chiari, c’è stato un periodo della nostra storia in cui i “cazzi” (interessi personali) che chi governava si faceva, non provocavano immediatamente “cazzi” (disagi) per la popolazione. Poi, però, questa situazione che di per sé era già molto grave, ha superato i limiti consentiti. I “cazzi” che una volta erano eccezioni si sono fatti regola, e piano piano si sono ammassati tanti bei “cazzi” per il futuro dei cittadini. Una specie di pensione: anche quando saranno vecchi, i nostri giovani avranno tanti di quei “cazzi” da affrontare che non avranno altro di cui occuparsi. Una bella prospettiva. E’ inutile elencarli, perché i “cazzi” al negativo che riguarderanno sicuramente il nostro futuro si chiamano deficit, debito pubblico, arretratezza infrastrutturale, disoccupazione, disparità e disuguaglianza e tanti altri.
Quello che succede adesso, è che la tempesta è in atto. Il mare su cui navighiamo non è più calmo e nemmeno poco mosso: non basta più che il capitano dia un’occhiata ogni tanto alla rotta o se ne stia a farsi i “cazzi” suoi in cabina che tanto la nave va avanti da sé. Qua servirebbe che il capitano facesse il capitano, sennò si rischia di naufragare. E veniamo a scoprire che il capitano, o i capitani, hanno imparato così bene a farsi i “cazzi” propri, che nessuno è più in grado di pensare ai “cazzi” della popolazione. E in condizioni di crisi, di crisi nera come è la nostra in questo momento, al di là delle stronzate che raccontano, questo è gravissimo. Per me se Marrazzo va a trans sono davvero cazzi suoi (e di chi altri sennò?), e pure se il Cavaliere si circonda di mignotte (scusate l’insolenza, volevo dire escort) in fondo al di là della faccia di bronzo con cui lo fa mentre si spaccia per il paladino della famiglia e puttanate simili… sì in fondo non me ne può fregare di meno. Il problema nasce quando quelle stesse mignotte vengono candidate al posto di gente seria, quando il nostro Premier rischia di poter essere ricattato mentre svolge le sue funzioni, così come quando il governatore della nostra Regione entra in un giro che lo può distogliere dalla sua attività (perché se gli è capitato di prendere qualche decisione dopo qualche nottata trascorsa “allegramente”, io non lo so in che condizioni l’avrà fatto) o peggio ancora può prendere iniziative che riguardano i suoi cittadini sulla base di ricatti e pressioni indebite ricevute. Allora la questione da “morale” passa ad essere qualcosa d’altro. Dobbiamo addirittura arrivare a dire “sticazzi dell’etica personale”, purché quella professionale sia limpida e non vada a intaccare capacità e operatività. Se il nostro commissario per la Sanità ha altri “cazzi” per la testa quando si trova a prendere provvedimenti consoni alla sua delega, il rischio è che il problema Sanità nel Lazio peggiori anziché migliorare, tanto poi sono i cittadini a riceverne disservizi sia in maniera diretta, quando devono entrare in un ospedale, sia indiretta quando qualsiasi altro servizio pubblico è “tagliato” per colpa del deficit sanitario. Se il nostro presidente del Consiglio, ha altri cazzi (o culi e tette) per la testa quando dovrebbe indirizzare la politica del governo per cercare di risanare il Paese, vuol dire che i cittadini rischiano di pagare ancora più pesantemente la crisi, sotto forma di precariato, carenze di occupazione e restringimenti del credito. Io questi li chiamo “cazzi amari”. E quando i cazzi cominciano a dilagare, come fosse normale, come fosse naturale che una parte della popolazione deve soffrire a cavallo del limite della sopravvivenza, perché le circostanze fanno sì che la crisi della politica (che è anche crisi dell’intera classe dirigente che non riesce a
rinnovarsi e non può essere rinnovata dal basso) determini l’aggravamento della crisi per tutti gli altri, lo scenario si fa cupo. E la seconda repubblica, comincia a somigliare alle vecchie “repubbliche” del sudamerica.
Sì insomma, a guardarsi indietro di un ventennio, mi scappa proprio da usare una frase che non mi piace: si stava meglio quando si stava peggio. Non mi piace perché sono abituato a guardare avanti e non rimpiangere mai il passato. Eppure la seconda repubblica è una nuova prima repubblica in cui schemi e equilibri sono saltati, senza che i problemi di una volta si risolvessero, e il declino diventa dilagante. Che brutte nuvole si avvicinano all’orizzonte…
Tanto vale andare davvero tutti coi trans: almeno cominceremo a prepararci e abituarci a tutte le inculate che ci riserva il futuro.
Nando Vignola
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