La voce di Nando

Una brutta fine per i diritti di tutti

Diritti per tutti. Va di moda parlare e prendere posizioni in merito ai diritti degli omosessuali, dei bambini, delle donne, degli anziani, degli extracomunitari, di chiunque e di ogni cosa. A volte si ha l’impressione che un diritto può averlo persino la carta igienica. Tutto ciò ha già portato in frantumi 46 partiti e tutte quelle associazioni “a difesa”, spesso create per “mungere” soldi dallo Stato. E’ che le leggi non vengono rispettate. I governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni si sono dimostrati quasi sempre deboli e incapaci nel difendere diritti elementari, soprattutto quelli dei soggetti più deboli come gli anziani, i bambini i disoccupati o i sottoccupati. Quanto parlare, quanta confusione. I colpevoli devono andare in galera, senza fargli sapere che esistono “mille possibilità” per non finirci.

Morti sospette negli ospedali. Sono cose che ai nostri tempi non dovrebbero succedere. Come si fa ad avere strutture efficienti e funzionali e buoni medici ospedalieri, quando esistono nel settore oltre 13.000 contratti di precariato e con retribuzioni che oscillano tra i 600 e gli 800 euro mensili? Con questi stipendi e con la precarietà del proprio posto di lavoro, come si può pretendere la massima professionalità? Oggi quelli che valgono e che hanno una qualche possibilità scappano, dal momento che quelli che vendono le caldarroste agli angoli delle strade guadagnano molto di più.

Con l’introduzione dell’euro si è capovolta l’economia. Il potere di acquisto degli stipendi è rimasto quello dei tempi delle lire, mentre i prezzi dei prodotti e delle tariffe seguono logiche ben diverse e comunque lontane dalle reali possibilità di chi normalmente nella vita lavora. Per questo credo che sia arrivato il momento di dire basta. E, soprattutto, smettiamola di riempirci la bocca di diritti apparentementi lesi. A questa realtà, caro “Silvietto”, ti devi adattare. Ancora una volta e chissà ancora per quanto tempo, nell’aria aleggerà la tua “musica” sui magistrati “rossi”. Tu, con le tue aziende, dichiari di essere perseguitato. Sono certo che se stavi in un altro Paese, probabilmente oggi te la passeresti molto peggio. E caro Prodi, credo che anche per te sia arrivato il momento di “spogliarti” e andare a casa. E non solo perché sei alla guida di una maggioranza litigiosa e polverizzata da mille interessi. Il disastro è anche quando parlate di morti bianche sul lavoro. Dopo la tragedia di Torino a cosa servono gli ispettori con un codice in mano e, spesso, con pratica zero? A cosa serve parlare di emergenza nazionale? A cosa serve sapere che la Procura ha aperto un’inchiesta? A cosa serve un sindacato che, spesso, non va al di là del conteggio delle tessere? E’ necessario rivedere i contratti e gli stipendi, per far lavorare più sereni gli operai, adeguando i salari agli standard europei: la sicurezza negli ambienti di lavoro deve essere regolamentata con leggi chiare e di facile applicazione, in cui si preveda con altrettanta chiarezza che gli imprenditori e le imprese che sbagliano devono pagare, con durezza e subito, senza appelli strumentali.


Nando Vignola