La voce di Nando

Cavoli e bellocci

Il cavolo toscano è un bel cavolo che più lo tagli e più riciccia, sempre più vigoroso. E’ come la nostra politica negli ultimi sei anni. Se ne sono viste di tutti i colori: spostamenti da destra a sinistra e viceversa. In troppi, più che politici sembrano sportivi che giocano al salto della corda. Saltano in continuazione nell’attesa di trovare una poltrona su cui riposare. Sono sportivi pronti a vendere l’anima al diavolo pur di avere un poltrona. Diffidiamo, i cavoli toscani della politica non rinnoveranno l’Italia. Ricicciano ma sono vuoti.


Ci sono dei bellocci, in politica, che tutte le mamme vorrebbero come figli. Ma, attente mamme: l’apparenza inganna. Il democristiano Sbardella o il socialista Del’Unto, rispetto ai bellocci della Seconda Repubblica erano dei puttini della Cappella Sistina. Quelli avevano grande capacità politica e di dialogo e di mediazione nel governare, questi bellocci non sono neanche la loro fotocopia. Francesco Rutelli tempo fa ha detto “Ho mangiato pane e cicoria per creare la Margherita”. Sarà, ma c’è chi ha mangiato e continua a mangiare pane e tozzoli di broccoli per sostenere la Margherita. Il vanitoso della politica potrebbe lasciare anche qualche incarico agli altri dal momento che ne hai troppi. E sarebbe un bene per la politica. Poi c’è Gianfranco Fini: sentendolo parlare viene da pensare che viva in un altro mondo. Da quando frequenta alti vertici si è montato la testa. Quando ha perso le regionali, le provinciali e le comunali nessuno gli ha gridato “fuori dal palazzo!”. E invece lui sembra un giradischi rotto, non fa altro che ripetere che il governo di Prodi se ne deve andare. Vedendo Fini in televisione mi viene in mente Tattuccio Tatarella il quale dava risposte concrete e i programmi politici venivano esposti con un linguaggio differente. Fini fa sorrisetti finti, come i coccodrilli. Negli anni passati a Roma c’era un altro belloccio con lo stesso atteggiamento di Fini, il socialdemocratico Robinio Costi. E sappiamo tutti che fine ha fatto fare al suo partito. Fini stà perdendo più di qualche colonnello, quei colonnelli che tanto hanno lavorato per farlo generale. Da lui si aspettavano grandi cose, forte della maggioranza dei consensi nel partito. Adesso Fini deve prendere coscienza che i generali senza esercito fanno ridere.


Sono come le piattole che si attaccavano ai tempi del servizio militare. Per cacciare le piattole bastava il “Mom”. Adesso non si riesce a mettere in galera quelle cento-duecento persone che si infilano nelle manifestazioni per compiere atti di vandalismo gratuito. Atti che riescono a compiere nonostante i sistemi di videosorveglianza modernissimi e le centinaia di poliziotti che vengono impiegati nelle manifestazioni: non si riesce a mantenere l’ordine. Le manifestazioni vengono fatte sempre per qualche sacrosanto motivo, altrimenti i cittadini non andrebbero in piazza. E allora i veri devastatori non sono solo quelli che rompono le vetrine e danno fuoco alle macchine (questi bisogna metterli in galera e buttare le chiavi) ma sono anche quei politici di grande spessore che da anni che gridano di non pagare le tasse, con i cittadini che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Sono sei anni che qualcuno - in particolare il nostro Cavaliere - invita non pagare le tasse. Ma senza le tasse, come fa ad andare avanti un Paese? Per me chi strilla di essere amico di Bush, gliel’andasse a dire questa cosa del non pagare le tasse, gliela dicesse bene, in inglese. Così, il presidente della Casa bianca al nostro Cavaliere farà ben capire che non pagare le tasse è vietatissimo e che chi non paga le tasse andrebbe trattato come un manifestante vandalo. Ma che cosa aspetta il nostro Cavaliere ad andare negli Stati Uniti a fare politica così qui risparmiamo tutti e si ritorna alla buona politica?


Nando Vignola