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Siamo tutti matti. Sarà colpa delle bistecche della mucca pazza? O forse, visto che siamo buoni consumatori di latte, sono stati i cappuccini a farci impazzire? Riflessioni che mi vengono leggendo i giornali e guardando i telegiornali: giudici che condannano a sei anni un ragazzo per aver ucciso quattro persone guidando la macchina ubriaco, le partite di calcio che sono diventate delle vere battaglie all’ultimo sangue, in campo e tra gli spettatori sulle tribune. Da una parte ci sono giocatori con stipendi che mensilmente assicurano non solo benessere, ma una ricchezza che è difficile definire; dall’altra ci sono tifosi, a volte disoccupati, sottoccupati e comunque gente che arriva alla fine del mese con difficoltà, che si accoltella per chi gioca a pallone.
Non è roba da matti? Devono essere stati i troppi cappuccini che ci hanno portato ad uno stato di rincoglimento acuto.
Ma in questo periodo i cittadini parlano solo di tasse, del costo della politica, di liste civiche, il resto sono solo “cazzate”. Il Cavaliere non fa altro che ripetere che, per il nostro Paese, è utile andare da subito a nuove elezioni, con la stessa legge elettorale varata dal suo governo e autodefinita una “porcata”, che gli riservò comunque grosse sorprese. Secondo lui, solo così avremo una politica giusta, in grado di risolvere i problemi del nostro Paese, facendo ancora una volta solo ed esclusivamente gli “affari suoi”. Cinque anni non gli son bastati: voleva fare di più. Dunque per lui è bene non perdere tempo.
Ma anche nell’attuale maggioranza forse si sono bevuti troppi cappuccini. Non c’è giorno che ministri e parlamentari contestano gli alleati e anche e se stessi. La sinistra radicale ha portato in piazza, sabato 20 ottobre, un milione di persone per protestare contro il governo Prodi. Anzi no. Gli organizzatori hanno precisato che non è un corteo contro il governo Prodi, ma un corteo per rilanciare un’iniziativa, per sbilanciare l’asse governativa un po’ più a sinistra e rispettare il programma. Comunque in piazza c’era chi gridava “Prodi a casa”. In piazza c’erano Russo Spena, Oliverio Diliberto, Franco Giordano e il ministro Paolo Ferrero. Il presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, pur non partecipando alla manifestazione, ha espresso “grande soddisfazione” per l’andamento della manifestazione. E il sindaco di Roma, Walter Veltroni, neo leader del neo Partito democratico ha definito la manifestazione “un importante evento democratico”.
Quanta confusione. E quanti cappuccini. Veltroni, in piena corsa verso le primarie del 14 ottobre si chiese quanto poteva essere utile per il nascente Partito democratico avere una donna forte, con personalità di primissimo piano, con una grande autonomia intellettuale, aperta e curiosa. E voleva Veronica Lario. Perché no? Che ben venga anche Veronica. Ma è la signora del Cavaliere. Aiuto. Per me i veri cavalieri sono stati i contadini, non i lestofanti.
E poi: Mastella e incavolato con tutti e tutto e con se stesso, le nuove chiese sono progettate come discoteche, ci si riempie la bocca parlando del sociale in tv e su i giornali. Ma ormai credo proprio che siamo arrivati ad un bivio. Se abbiamo ancora la testa su le spalle, stiamo calmi e cerchiamo di far tornare a rivivere la vera politica, senza grilli per la testa. E beviamo meno cappuccini.
E’ già Carnevale. Almeno lo è stato il 13 ottobre con la manifestazione di Roma contro le tasse e la sicurezza dove ha parlato Gianfranco Fini. Al Colosseo, a chiusura della manifestazione le parole di Fini hanno rispecchiato appieno il manifesto che da settimane era affisso a Roma, lui fa il saluto fascista con faccia algida. Ma lasciamo perdere... Dal palco del Colosseo, il leader di Alleanza nazionale ha detto: “E’ una bella festa di popolo, c’è davvero tanta voglia di esprimere dissenso nei confronti di un governo che non garantisce la sicurezza, la legalità e fa pagare le tasse troppo alto soprattutto rispetto ai servizi che offre ai cittadini”. E ha aggiunto: “Il nostro è un corale atto d’amore di un popolo che a pieno titolo possiamo chiamare il popolo delle libertà, siamo noi il popolo della libertà... siamo noi l'alternativa alla casta e per questo torneremo presto al governo del Paese”.
Questo signorino poco più di sedici mesi fa era il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Esteri del governo Berlusconi, importanti incarichi di un governo forte del 53 per cento degli elettori. Ora strilla nelle manifestazioni. Vuole più giustizia, più sicurezza, più servizi e meno tasse. Ma in cinque anni che cosa ha fatto? La legge salva Previti, la Schifani, la Pecorella, la Bossi-Fini. Deve farsi un esame di coscienza se ce l’ha ancora. E nel farlo, pensasse anche al suo ex amico del cuore Francesco Storace, che manda le stampelle alla grande Rita Levi Montalcini. Lei sì che ha fatto e fa onore al nostro Paese e nel farlo, forte del suo senso di indipendenza, non ha mai sentito il bisogno di offendere nessuno. Ci sono“galantuomini” che si dichiarano di destra e che offendono anche il Presidente della Repubblica. Il Paese non vuole questa destra. E’ evidente che dall’acqua di Fiuggi non hanno tratto nessun beneficio. Troppi cappuccini.
Ho dovuto accompagnare mio nipote Ferdinandino al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Nel vedere tanti bambini piangere e soffrire mi si è stretto il cuore. Spesso parliamo male della Sanità e continui sono gli esempi di malasanità. Ma in quel pronto soccorso mi sono reso conto che non bisogna generalizzare e che non sempre è opportuno fare di tutta l’erba un fascio. Il Bambino Gesù funziona. Sono rapidi, gentili, professionali e devo dire estremamente sensibili, questo ho avuto modo di constatarlo personalmente. Chi non funziona siamo noi cittadini. Nell’attesa, sono rimasto a guardare i pochi metri disponibili di fronte all’entrata, che utilizzano maggiormente i bambini. Infatti, per alcune terapie, il medico dopo una prima visita, li fa attendere fuori, per poi richiamarli dentro dopo circa un’ora. Nell’attesa, i genitori, stipati in questo spazio molto ristretto, con i bimbi in braccio o in carrozzina, fumano come “turchi”. Roba dell’altro mondo. Povere creature! Se questa è la nostra cultura poveri bambini. Dovremo almeno evitare di fumare in un pronto soccorso. E’ una vera vergogna!
Si parla spesso delle leggi ispirate da Biagi e D’Antona. Entrambi consulenti del ministero del Lavoro ed entrambi uccisi dalle Brigate Rosse. Massimo D’Antona consigliere del ministro Antonio Bassolino. Marco Biagi, consulente del ministro Roberto Marroni. Ma perché non li lasciamo in pace? E’ vero che loro le leggi le hanno scritte, ma senza alcun potere politico per attuarle. Oggi, per esempio, la sinistra ha il pudore di chiamare quella ispirata da Biagi legge n. 30 del 2003. Ma perché non la chiamiamo legge Maroni-Sacconi? Sono stati loro i veri protagonisti della sua approvazione e della successiva applicazione durante il governo del Cavaliere. Oggi, il governo è sollecitato quotidianamente a dare presto una svolta e procedere ad alcune modifiche della legge, così come era previsto nel programma elettorale dell’Unione. Sono sempre più convinto che, il ministro Maroni e il sottosegretario Sacconi firmatari al Parlamento, questa legge non l’abbiano neanche letta e non hanno saputo prevedere gli effetti e i danni, che avrebbe provocato nel nostro sistema sociale il lavoro precario e l’incertezza del domani per milioni di lavoratori. Per rispetto dei defunti chiamiamo queste leggi con il nome di chi “distrattamente” non le ha nemmeno lette.
Nando Vignola
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