La voce di Nando

Sceicchi, camici bianchi e cinesi

Di questi tempi va di moda: abbasso i politici. Tutta colpa dei politici. Non si fa che parlare male dei politici e spesso lo si fa anche a ragione. Ma si trascura (nel parlar male) tutto quello che ruota attorno alla politica. Oltre ai ministeri e ai palazzi istituzionali, c’è una pletora incontrollata di enti, società controllate o partecipate, strutture che creano confusione e costano tanto, alla cui guida spesso troviamo “personaggi”, sulla cui professionalità ci sarebbe molto da dire. Ci sono “primi dirigenti” o “manager” con stipendi da sceicchi e liquidazioni da capogiro. Ci sono numerosissimi e affollati consigli di amministrazione dove siedono quasi sempre pseudo esperti in “niente” e politici “trombati”. Questa è la vera “insopportabile” spesa dello Stato, nei confronti della quale gli stipendi e i privilegi sono “cazzate”.
Ma quanto spendiamo per questi “sceicchi”? Con questo non voglio assolutamente difendere la classe politica, ma neanche il fenomeno dei “girotondini” né le scenate comiche di Beppe Grillo. Il nostro Paese ha bisogno di altro. Sicuramente della vera politica e di persone che abbiano la capacità di comprendere e interpretare le esigenze della gente e procedere, se necessario, anche al cambiamento radicale, al di fuori di qualsiasi schema, interesse e logica di bottega.
Oggi c’è Piero Fassino che sta dimostrando di essere un vero riformista (un Turati) senza ambizioni e velleità personali. Veltroni sicuramente ci sta provando: negli anni ha sempre dato buona prova di sè, ma dobbiamo dargli il tempo. Tempo che dobbiamo dare al nascente Partito democratico, di cui già oggi sentiamo ingiustificate critiche. Certo, siamo proprio “strani”. Spariamo e sentiamo sparare “stronzate” a ripetizione rispetto ad una fase di cambiamento che può essere determinante per il futuro del nostro Paese. Basta sfogliare un giornale o vedere un telegiornale o sentire le dichiarazioni di qualche nostro “navigato” politico.
Sulla scena di qualche giorno c’era Lamberto Dini (senatore della Margherita, nel 1996 fondatore di Rinnovamento Italiano) che ha ufficializzato un nuovo movimento politico: “Liberaldemocratici”. ha dichiarato che non aderirà al Partito democratico, ritenendo che la lotta tra Ds e Popolari ha schiacciato la “sua” e le altre identità politiche. E con lui si posizionano fuori dal Partito democratico Bordon, Manzione e Barbieri. Fuori si è dichiarato anche Domenico Fisichella, che solo oggi ha scoperto che la sua storia intellettuale e politica è diversa da quella di chi proviene dal mondo comunista. Di politici così se ne incontrano molti. Molti a sinistra, molti a destra.
E’ importante che la politica riprenda il suo ruolo di riformismo e mandi a casa questi “signori” per il bene di tutti noi. Il Parlamento di oggi è fatto dai segretari dei partiti e ciò ha creato un insuperabile diaframma tra i politici e i cittadini. La gente è irritata. La politica deve diventare assolutamente una cosa diversa, capire quello che sta succedendo e dare delle risposte alle aspettative del Paese.
Beh, noi cittadini dobbiamo essere messi di nuovo in grado di scegliere il nostro Parlamento.

Questi presidenti della regione Lazio non finiscono mai di calunniarsi tra di loro. Sulla sanità Storace disse che l’amministrazione Badaloni aveva lasciato tantissimi debiti, Marrazzo dice che l’amministrazione Storace a lasciato un buco di migliaia di milioni di euro. Da quando esistono le Regioni il ritornello è sempre lo stesso sui debiti della sanità pubblica.
Già, la sanità. Fare l’assessore alla Sanità è come stare seduto su una mina vagante: solo pensare di dover avere a che fare con i camici bianchi sono “cazzi amari”. Si ha a che fare con una categoria assettata di soldi e di potere; di “sanitario” c’è solo una bassa percentuale che lo fa per devozione. Le “belve” con i camici bianchi, compresi i farmacisti, sono come i testimoni di Geova: quando si parlano male tra di loro si dicono le peggio cose, quando si parla dei loro interessi sono uniti. Chi ci rimette è sempre chi ha bisognodi assistenza sanitaria.
Amministrare la sanità è duro per qualsiasi coalizione politica, basti pensare agli stipendi da capogiro dei manager sanitari che guadagnano il doppio dei primari. I primari hanno delle responsabilità, i manager sanitari hanno la penna facile per firmare mandati di pagamento (poi c’è una signora della sanità che restituisce 37 milioni di euro...). Povero Storace, povero Marrazzo...

L’Esquilino, vicino la stazione Termini. Il quartiere di piazza Vittorio. Oggi è abitato da pakistani, bengalesi, nord africani, cingalesi, filippini e cinesi. Proprio i cinesi rappresentano all’Esquilino, la comunità più rappresentativa e operosa. Negli anni, centinaia di storici negozi vengono rilevati e trasformati in magazzini con merce non definita e con insegne indecifrabili. E’ la Chinatown romana. E c’è chi protesta e manifesta contro i commercianti cinesi.
Ma quante imprese commerciali, quanti imprenditori, convinti da allettanti offerte in denaro contante, hanno ceduto le loro attività. Quanti proprietari di appartamenti hanno venduto o affittano i loro immobili agli appartenenti alla comunità cinese e non solo, a prezzi fuori mercato. Mi è capitato di sentire in più occasioni commercianti che dicevano: “Non si può più fare questa vita, tutto il giorno chiuso in un negozio, per un misero stipendio, se arriva il cinese ammollo tutto”. Per superare difficoltà burocratiche, più di qualcuno è rimasto intestatario della licenza, a fronte di enormi vantaggi economici. Ma il bello e che in alcune manifestazioni promosse dalla destra per protestare contro lo sviluppo della comunità cinese, i più agguerriti, quelli che intravedono nella sola politica le responsabilità di questo fenomeno, sono proprio quelli che hanno ceduto le loro attività commerciali. Protestare sì, ma in molti casi è necessario riflettere, perché si può fare del male al nostro Paese.

 


Nando Vignola